Il titolo di questo libro è un argomento che volevo approfondire da tempo. Il libro, in estrema sintesi e per come l'ho capita io, va alla ricerca delle radici del sistema economico secondo il quale oggi si muove tutto il mondo e le trova nel caos seguito alla dissoluzione del Sacro Romano Impero. L'impossibilità di re e papi di mantenere il controllo totalitario che prima avevano sulla popolazione lasciò spazio all'iniziativa personale, alla ricchezza dei mercanti prima e dei capitalisti poi. Il libro sommerge il lettore di prove e controprove a sostegno della tesi, e lo fa in maniera fin troppo prolissa (e a volte anche ripetitiva) per più di 500 pagine.
Il libro contiene comunque molti passi illuminanti - o forse, meglio, molti promemoria di cosa é il capitalismo. Promemoria molto utili a verificare se davvero il sistema economico in cui stiamo vivendo oggi ancora corrisponde a quella definizione.
"La concorrenza è così essenziale in un sistema capitalistico che è stato giustamente detto che essa 'lo definisce'".
"...il significato formale dell'economia, secondo il quale essa è 'una relazione tra scopi e mezzi scarsi applicabili ad usi alternativi'. Esiste, però, un secondo significato del concetto di economia, quello sostanziale, che 'rinvia al fatto elementare che gli esseri umani, come tutti gli esseri viventi, non possono mantenersi in vita senza un ambiente materiale che li sostenga'. I due significati non hanno niente in comune: uno, infatti, deriva dalla natura logica della relazione mezzi-fini; l'altro, indica il processo istituzionalizzato che provvede al soddisfacimento dei bisogni materiali. Secondo il significato sostanziale, tutte le società hanno un'economia: secondo il significato formale, l'economia è presente solo laddove operano le leggi del mrecato, condizioni indispensabili della piena vigenza della ratio. ... E' accaduto che, proprio nella misura in cui i regimi comunisti hanno soppresso le leggi del mercato, hanno imboccato la via della più totale irrazionalità che li ha portati alla inevitabile bancarotta finale".
"Il capitalismo non è semplicemente un sistema economico nel quale è presente il mercato; è qualcosa di più; ... il suo spirito animatore ... è 'la volontà di acquisire senza limiti (come actus) e non l'acquisizione (come concreto possesso di oggetti)".
"Da tutto ciò consegue che il capitalismo è un gigantesco processo di mercificazione che investe tutto e tutti; un processo nel quale lo spiriti acquisitivo (come actus) diventa incondizionato, assoluto, e 'non solo is impadronisce di ogni fenomeno della vita economica, ma si espande in altri settori della cultura e si sviluppa una tendenza a proclamare la supremazia dell'interesse economico su ogni altra cosa'".
Secondo Marx, "L'espropriazione dei produttori reali, dei contadini e la loro espulsione dalla terra costituisce il fondamento di tutto il processo. ... La violenza è la levatrice di ogni società gravida di una società nuova".
"Poggi Bracciolini, dopo aver constatato che l'appetitus pecuniae è univesale, proclama non solo che gli uomini 'sono avari per natura', ma che 'l'avarizia non è degna di vituperio' e che essa è cosa di grande utilità per la società: infatti, moltissimi, 'pur ritenuti per avari, provvedono bene agli affari di Stato ... e spesso apportano grande ornamento e decodo alle proprie città".
"Un uomo egoista, dunque, mosso esclusivamente da considerazioni utilitaristiche, dal calcolo dei costi e dei benefici. E, in effetti, come una 'associazione di egoisti' viene descritto il capitalismo sia dal comunista Marx, sia - e la cosa è altamente significativa - dal liberale Keynes, vale a dire come una società a-morale, se non proprio immorale".
"E' vero che la crescente importanza del mercato nella vita economica significava, per l'individuo, la possibilità di scegliere la propria professione e di liberarsi, almeno parzialmente, della vigenza normativa della tradizione".
"'La rivoluzione è causata da sdegno contro la tirannia: tuttavia è essa stessa sempre gravida di tirannia'".
"Nacque così l'Inquisizione, con i suoi zelanti agenti, i suoi implacabili tribunali ... la quale, grazie all'appoggio del potere secolare - non meno preoccupato del potere spirituale della carica anarchica ed eversiva che animava gli eretici - riuscì a 'centrare' l'obbiettivo per la quale era stata ideata: l'annientamento - o, quanto meno, la neutralizzazione - dei movimenti che minacciavano il monopolio della corretta interpretazione del Verbo divino rivendicato dalla Chiesa".
Il capitalismo è la religione dei giorni nostri, e "big tech" è la sua Inquisizione, incaricata di individuare il dissenso e neutralizzarlo o eliminarlo. Ciò viene fatto impadronendosi dei mezzi di comunicazione, al fine di controllarne l'utilizzo in modo totalitario.
"Fra questi paesi - vere e proprie 'terre di rifugio' - il più attraente risultò essere l'Olanda a motivo del fatto che era governato da uomini caratterizzati da una mentalità borghese, pragmatica e calcolatrice. ... 'Senza l'aumento degli stranieri, noi non possiamo far crescere la nostra pesca, la nostra navigazione e la nostra manifattura ... I nuovi venuti sono obbligati a rischiare il poco denaro che hanno portato. E se qualche nuovo venuto, grazie alla sua industriosità, inventa qualche nuovo metodno o commercio, anche gli Olandesi non potranno che trarne vantaggio".
Riguardo la caduta dell'Impero Romano: "quando vennero a inaridirsi le fonti esterne di approvvigionamento dei capitali e degli schiavi - quando, cioè, con la Pax romana, cessarono le guerre di conquista e di saccheggio -, il sistema entrò in crisi".
Oggi, la 'guerra di saccheggio' che stiamo combattendo è quella contro la Natura.
"In effetti, il dispotismo, ovunque ha prevalso, ha garantito la pace e l'ordina, ma, nello stesso tempo, ha condannato alla stagnazione le civiltà orientali ... Alla rovescia, l'anarchia feudale e la conseguente conflittualità permanente, che per secoli e secoli lacerò le viscere della società europea, offrirono alle città autocefale la chance ... di costituire il primo abbozzo di un tipo di civiltà inedito, centrato sul mercato e l'individualismo acquisitivo-competitivo. Date le condizioni di partenza ... non sorprende che Eric Jones abbia giudicato 'miracolosa' la metamorfosi della società europea iniziata dopo l'anno Mille. ... La fortuna ha, indubbiamente, giocato un ruolo importante. Se, nel 1241, il gran khan Ogoday non fosse improvvisamente morto"...
"E' legittimo affermare che il mercato ... è una categoria politica. ... la sua autonomia e il suo sviluppo sono strettamente legati alla natura del potere pubblico: se questa è dispotica, l'economia di mercato risulta ingabbiata ...; se, alla rovescia, essa ha una libertà d'azione più o meno ampia, allora può ... attuare la sua opera al tempo stesso distruttiva e creativa, vale a dire la sua rivoluzione permanente".
"'Il colpo di genio di Adam Smith sta nel riconoscimento che i prezzi che emergevano dalle transazioni volontarie ta compratori e venditori ... potevano coordinare l'attività di milioni di persone. Che l'ordine economico possa emergere come conseguenza non intenzionale delle azioni di molte persone, ognuna spinta dalla ricerca dei propri vantaggi fu allora un'idea sorprendente. E lo è ancora'."
"La 'società chiusa' è una 'società tradizionale' in quanto in essa 'l'uomo non sceglie il suo modo di pensare e di comportarsi, ma lo riceve automaticamente dal passaro e vive spinto da una vis a tergo. a fede non gli pare una fede, bensì la realtà stessa'. Ciò accade perché la tradizione - 'l'eterno ieri', giusta la definizione di Max Weber - impera sovrana su tutto e tutti e non c'è nulla che possa contrastarla.'
"La più parte dei popoli non ha fatto l'esperienza della Modernità fino a quando non si è verificato quel processo di straripamento planetario dell'Europa che va sotto il nome di colonialismo e che per essi ha significato una traumatica aggressione culturale, le cui conseguenze sono sotto i nostri occhi. ... Non credo sia possibile intendere pienamente le drammatiche convulsioni del nostro tempo se non si parte dalla teoria dell'aggressione culturale ... Essa fa capire perché il mondo intero è diventato il teatro di una guerra culturale che vede da una parte il mondo occidentale e dall'altra i popoli del Terzo Mondo degradati al rango di 'proletariato esterno'."

Commenti